I prodotti tipici romagnoli hanno nomi diventati ormai emblemi del buon mangiare e del buon bere. Tra i vini, il rosso Sangiovese e i bianchi Albana – oggi apprezzato anche nella versione passito – e Trebbiano sono i prodotti probabilmente più famosi e conosciuti. Il Sangiovese accompagna felicemente la Piadina con gli affettati e lo Squaquerone, un terzetto simbolicamente rappresentativo del mangiare di questa terra. Il Sangiovese vanta una presenza assai antica in Romagna, che è accomunata in questo alla Toscana. La Piadina presenta un’origine dubbia, forse essa proviene dalla sponda sud del mediterraneo, forse è stata portata dai marinai che affollavano il grande porto di Classe (da classis: flotta), che era il grande porto romano di Ravenna. I salumi romagnoli forse non hanno guadagnato la fama di quelli emiliani, ma occorre dire che: a) se ne producono di molto buoni; b) in ogni casa di contadini i prosciutti ed i salumi sono stati sempre realizzati secondo standard di eccellenza. Diciamo che gli emiliani sono stati più bravi a “industrializzare” questi processi diffusi. Infine i formaggi: due morbidi (Squaquerone e Raviggiolo) ed uno stagionato in modo molto particolare, in fosse sottoterra, che gli conferiscono un profumo ed un aroma speciali (il Formaggio di fossa, tipico di Sogliano). Se si vuole passare dallo street food ante litteram al mangiare con i piedi sotto la tavola, allora le carni della mucca di Razza romagnola (da cui eccellenti fiorentine), della Gallina romagnola e della Mora romagnola (è un maiale che fornisce ottimi salumi!) possono rendere molto felici. Le carni possono essere precedute da primi giustamente famosi, quali Cappelletti, Lasagne, Passatelli, Strozzapreti e seguiti, come dolce, dalla romagnolissima Zuppa inglese. La frutta, poi, non può mancare: le campagne ne sono importanti produttrici, in particolare di pesche (es. Nettarina). A Brisighella e nel riminese (in generale nella fascia pre-appenninica romagnola)  dove il territorio è collinare, si produce un ottimo olio d’oliva. In Romagna si produce anche un tipico mosto cotto (la Saba), già nota ai romani, che è un precursore dell’aceto balsamico e può essere usata sia per dolcificare che per condire insieme all’aceto insalate, fagioli, ecc. Un ultimo cenno al pesce (azzurro e bianco), ai crostacei (soprattutto canocchie) e alle seppie, la cui preparazione, fiorente nelle località costiere, è erede di una tradizione secolare, derivata dalla cucina dei marinai. Essa si esprime al meglio nei primi, nelle grigliate e nei brodetti. I frutti di mare, poi, sono pescati o allevati con successo da Cervia a Cattolica (vongole, cozze, ostriche, ma anche  lumachine di mare). Infine un cenno ad un prodotto alimentare particolare che proviene dal mare: il Sale di Cervia, le cui caratteristiche organolettiche (la “dolcezza”, cioè la bassa percentuale di cloruri) lo rendono ingrediente importante sia per la cucina che per la stagionatura dei cibi.