Sono probabilmente tre i prodotti principali e più famosi dell’artigianato romagnolo: 1) le tele stampate a ruggine; 2) i mosaici e 3) le ceramiche. 1) Le tele stampate a ruggine sono diffuse un po’ in tutta la Romagna, sebbene Gambettola (Forlì-Cesena) ne sia probabilmente la capitale. Le botteghe artigiane che le producono utilizzano una tecnica antica che si avvale di stampi intagliati in legno di pero e vecchie e segrete miscele. Il colore base utilizzato è il ruggine, ma oggi se ne producono molti altri, da blu al verde, al rosso. I disegni tipici sono di origine contadina e comprendono spighe di grano, grappoli d’uva, foglie e galletti. Oggi se ne sono aggiunti molti altri e anche numerosi artisti hanno dato il proprio contributo creativo. La stampa avviene a mano, percuotendo lo stampo con un mazzuolo. 2) I mosaici sono di casa a Ravenna, dove si trovano capolavori famosi in tutto il mondo. Il contatto con queste meravigliose opere ha ispirato una fiorente scuola di mosaico con numerose botteghe ed anche artisti di fama mondiale. Esiste anche una produzione industriale di tessere per mosaico di alta qualità. 3) La produzione della ceramica è presente in vari luoghi della Romagna. Tuttavia Faenza, che vanta una lunghissima tradizione decorativa, ne è la capitale. Basti dire che ceramiche, in francese, si dice Faiences. Le botteghe sono numerose e ciascuna ha un suo stile. Ognuna cerca da un lato di riprodurre con maestria i temi della tradizione e dall’altro di innovare. Possiamo infine menzionare l’arte del ricamo: il ricamo bizantino a Ravenna e Russi, il ricamo tradizionale nella valle del Lamone, ricami anche a Rimini, Riccione, Bellaria, Savignano, Montescudo e Coriano. Un cenno infine alla lavorazione delle erbe palustri, che ha la sua patria (ed un museo) a Villanova di Bagnacavallo, nel ravennate. La produzione di mobili tradizionali, ad opera di falegnamerie artigiane, riproduce infine i modelli della tradizione: le vetrinette, le madie, i tavoli allungabili.