E’ giusto chiedersi, in un’epoca di globalizzazione delle lingue e dei costumi, se davvero esista ancora uno stile di vita romagnolo. Certo, quello tradizionale si fondava sulla vita agricola nell’entroterra e sulla vita dei pescatori sulla costa. Queste due realtà sono, oggi, profondamente cambiate. Ma la risposta, tuttavia, è positiva. Questo stile di vita esiste e cercheremo di descriverlo come una serie di “passioni”. Esso secondo noi comprende: 1. La passione per la famiglia e la collaborazione amichevole; 2. La passione per gli amici e la vita sociale; 3. La passione per il cibo, il vino e la convivialità; 4. La passione per il benessere fisico e la vitalità; 5. La passione per la genuina e diretta spontaneità; 6. La passione e l’orgoglio per i simboli della propria identità. 7. La passione civile e l’interesse per la dimensione pubblica. 8. La passione per l’autonomia del proprio lavoro.

1) Per il romagnolo la famiglia è importante, è il nucleo degli affetti più cari e profondi; dalla famiglia si irradia una rete fatta di parenti ed amici, in uno spirito di collaborazione, di reciproco aiuto. 2) Uscire con gli amici, o anche solo una partita a carte al bar, fanno parte di una vita sociale  che spesso oltrepassa le classi. Sono una necessaria, indispensabile valvola di sfogo. 3) Il momento sociale per eccellenza è il ritrovo conviviale, spesso intorno a cibi tradizionali come carne o pesce in graticola, il vino, la piadina, il pinzimonio, ecc. 4) Il vigore fisico è importante: esso in passato si esprimeva nel lavoro, che era soprattutto un lavoro fisico, contadino o marittimo. Oggi si declina nelle infinite varianti degli sport, della vita agreste, del fitness e del wellness, della vita da spiaggia, della vela e del trekking appenninico, della bicicletta e anche … della moto. 5) Il romagnolo quasi sempre – ovviamente non sempre, soprattutto appena sveglio, o quando è arrabbiato – è cordiale. Raramente però è un dissimulatore: crede nelle proprie espressioni e nei propri sentimenti, che fatica a celare. 6) I romagnolo è orgoglioso dei propri simboli. Questi non vanno ricercati nei grandi monumenti, nell’arte, bensì in segni minori ma quotidiani, come possono essere, a seconda dei gusti, la piadina, le stampe romagnole, il sangiovese, il passatore, la casa di Giovanni Pascoli e cose di questo genere. 7) I romagnoli sono in genere attenti alla sfera politica e dibattono con passione su questo tema. Pensano che se tutti fossero come loro, forse si avrebbe automaticamente il buon governo… e forse è vero! 8) I romagnoli sono, in genere, dei grandi lavoratori e sono orgogliosi di uno spazio in cui essi possano “regnare” ed esprimere le proprie qualità, finendo per fare del proprio lavoro la propria vita.