La Romagna è una regione storica d’Italia. Essa costituisce, insieme all’Emilia, la regione amministrativa dell’Emilia-Romagna, nata con l’unità d’Italia. Questo territorio fu abitato, in epoca preromana, da Etruschi e Celti. L’occupazione romana ebbe avvio nel terzo secolo a.C. , con la fondazione di Rimini (Ariminum). Il progetto dell’Emilia-Romagna  (allora Gallia Cisalpina, e poi Regio VIII Aemilia sotto Augusto) fu unitario da subito. Le ragioni erano geografiche: i romani tracciarono la via Emilia a congiungere Rimini a Piacenza. Alla sinistra gli appennini, a destra il fiume Po, a delimitare questa vasta e fertile porzione di pianura padana. Tuttavia molte ragioni storiche e “logistiche” finirono per creare delle differenze tra Romagna ed Emilia. In primo luogo l’influenza della costa e dei traffici marittimi, con al centro Ravenna ed il suo porto. Al tempo dei romani, infatti, Ravenna fu uno dei principali porti militari dell’impero. Ospitava la flotta del mediterraneo orientale, con un grande afflusso di genti e marinai. Tanto che sotto Diocleziano la Romagna fu separata dall’Emilia con il nome di Regio Flaminia. Ravenna fu poi capitale dell’impero romano (402-476) e capitale dei Goti  (493-553). Infine, secondo fatto cruciale, con la riconquista bizantina d’Italia Ravenna fu ancora una volta capitale (568-751) dei nuovi territori, l’Esarcato d’Italia, che faceva capo all’impero romano d’oriente e comprendeva anche la città di Roma! Intanto la restante parte della regione (e gran parte d’Italia) era occupata dai Longobardi. Nacque così la distinzione tra Romània  e Langobardìa. Insomma, la Romagna deve la propria peculiarità alla grande eredità di Roma. Un’eredità che continuò anche quando l’influenza bizantina tramontò. A partire dal ‘500 la Romagna – a differenza dell’Emilia – entrò a far parte dei possedimenti dello Stato della chiesa, sino all’unità d’Italia.