La città di Rimini è la capitale indiscussa della Riviera romagnola. Si trova alla foce del fiume Marecchia (Ariminum per i romani, che fondarono la città nel 268 a.C.), tra le colline ed il mare. Si trova nell’ultimo lembo verso sud della pianura padana. E’ la città del divertimento estivo e pullula di locali, alberghi. Gli stabilimenti balneari cercano, ogni anno, di fornire qualche nuovo servizio. Il tema del benessere è ormai quello di maggior tendenza. Rimini non ha però solo questo aspetto allegro e festaiolo, perché ha, sorprendentemente per chi non la conosce, un centro storico molto interessante. L’attuale Piazza Tre Martiri corrisponde a quello che era il foro romano, con il tipico tracciato di vie ortogonali. Alle estremità di quest’area abbiamo a sud l’Arco d’Augusto e a nord il Ponte di Tiberio. L’Arco d’Augusto (27 a.C.), in pietra d’Istria, fu costruito in onore di Augusto per il riattamento della via Flaminia, che arriva lì. Il Ponte di Tiberio (14-21 d.C.) è un notevole ponte romano di 62 metri a cinque arcate in pietra d’Istria, sopra il fiume Marecchia, prima di giungere alla città da nord. Il ponte è ancora in uso. Un altro elemento di grande interesse riconducibile al passato romano (tardo) è la Domus del chirurgo. E’ una domus romana distrutta da un incendio (appiccato dai barbari?) nel III secolo, che ci ha regalato, oltre a bei pavimenti a mosaico, il più ricco corredo di strumenti medici e chirurgici che l’antichità ci abbia lasciato. Alla casa era infatti annesso uno studio medico (taberna medica). Sono visibili inoltre i resti dell’Anfiteatro romano. Passando dall’epoca antica a quella rinascimentale, Rimini ci mostra i suoi monumenti, ed in particolare il Tempio Malatestiano. Esso fu creato da Sigismondo Malatesta ristrutturando una chiesa precedente su progetto di Leon Battista Alberti (1450). I lavori, a causa delle mutate fortune di Sigismondo, si interruppero nel 1461. Una curiosità: i bei marmi utilizzati per ricoprire l’esterno della chiesa furono rubati dalla facciata della chiesa di Sant’Apollinare in Classe a Ravenna! Castel Sismondo fu fatto edificare da Sigismondo con la duplice funzione di residenza e di castello fortificato. Infine merita una visita in Museo della città. Altri elementi di interesse sono la Fondazione Federico Fellini, il Porto Canale e Borgo San Giuliano. La Fondazione Federico Fellini è dedicata al famoso regista, che a Rimini nacque nel 1920. L’immagine che Fellini fornì di Rimini e della Romagna fu un’immagine onirica, lontana da ogni realismo descrittivo. Essa volle mettere sulla scena, trasformare in immagini concrete e persone, i sogni nell’immaginario del regista. “I Vitelloni” (1953) ritrasse la vita oziosa e svagata di giovani riminesi durante l’inverno. “Amarcord” (1973) – “mi ricordo”, in dialetto – mette in scena l’immaginario riminese nelle quattro stagioni, con due luoghi su tutti: il cinema Fulgor e il Grand Hotel. Ed è proprio nelle sale del Cinema Fulgor ristrutturato che si trova la nuova sede della fondazione. Il Borgo San Giuliano è a nord del porto canale ed è l’antico borgo dei pescatori. Fatto di stradine, piazzette e casette restaurate con cura, mantiene un’anima popolare. Il porto canale è l’antica foce del fiume Marecchia (oggi deviata) e scenario di una bella passeggiata con vista sulle imbarcazioni. Da ultima, Marina centro: il cuore della Rimini balneare, con i suoi stabilimenti ed il Grand Hotel, risalente al 1908.

Provenendo da nord, Rimini è preceduta da Bellaria-Igea Marina. Il nome di Bellaria compare nel 1359 per designare una fattoria fortificata che si trovava vicino alla chiesa di Santa Margherita, presso la foce del fiume Uso. Qui sorgeva nell’800 un borgo di pescatori. “Igea” deriva dal nome di un villaggio vacanze fondato agli inizi del ‘900, intitolato alla dea Igea, figlia di Asclepio (dio della medicina e delle cure). “Marina” deriva dalla presenza di alcune colonie marine per bambini. Le attività principali della località sono sia la pesca e la mitilicoltura (con un mercato ittico), sia il turismo (favorito da 7 km di spiaggia). Il centro urbano, con negozi, è pedonale. Da visitare la “Casa Rossa” abitazione estiva dello scrittore Alfredo Panzini e la “Torre saracena”, innalzata nel XVII secolo dai pescatori: ospita una raccolta di conchiglie e di carta moneta. Lungo il corso del fiume Uso sono stati realizzati percorsi ciclo-pedonali con una vegetazione di querce, pioppi, pini e canneti. Visibili anche l’airone cinerino e il martin pescatore.