Ravenna nasce come porto (etrusco, umbro e poi romano). Città lagunare, una sorta di Venezia ante litteram, fu sotto Augusto sede della flotta (classis, nell’odierna Classe) del mediterraneo orientale. Porto lo è ancora, ma dopo un millennio il mare si è allontanato di molti chilometri dalla città. Ne risulta una città “appartata” una sorta di isola sia rispetto al mare, sia rispetto al suo territorio, molto sviluppato nell’entroterra (il comune di Ravenna è il secondo d‘Italia per estensione, dopo quello di Roma!). Ravenna fu ultima capitale dell’impero romano d’occidente (Onorio: 402-493), capitale dei “barbari” Goti (493-526) e infine capitale dei possedimenti dell’impero romano d’oriente (bizantini: 526-751). Ebbe un ruolo storico di ponte fra oriente e occidente. Ha otto monumenti paleocristiani di questo periodo che sono patrimonio dell’umanità Unesco, con mosaici unici al mondo. Essi sono collocati per lo più nel centro storico di Ravenna (Basilica di San Vitale, Mausoleo di Galla placidia, Basilica di Sant’Apollinare nuovo, Battistero neoniano, Cappella arcivescovile o di sant’andrea, Battistero degli ariani), con l’eccezione di due (la tomba di Teodorico, nei pressi della stazione ferroviaria, e la basilica di Sant’Apollinare in Classe, ad alcuni chilometri di distanza dal centro, presso l’antico porto di Classe, oggi interrato e parzialmente visibile). Di sicuro interesse la bizantina Domus dei Tappeti di pietra, dai magnifici pavimenti a mosaico (in centro). Venne poi il dominio di Venezia (1441-1509) e infine l’annessione allo Stato della Chiesa, fino all’unità d’Italia. Due punti di interesse per l’epoca veneziana sono costituiti dalla Rocca Brancaleone (nei pressi della stazione), e piazza del popolo, sul modello di piazza san marco a Venezia. Un altro elemento di interesse, la tomba del poeta Dante, che in esilio da Firenze, soggiornò a Ravenna (1317-1321). Quanto ai musei, per i reperti antichi in centro c’è il Museo nazionale, e il Museo d’arte della città di Ravenna per la pittura ed il mosaico contemporaneo (nei pressi di Sant’Apollinare nuovo). Il centro storico, tutto percorribile facilmente a piedi, presenta numerosi locali ed osterie per una sosta all’insegna dei prodotti tipici. Altro elemento di interesse, le botteghe del mosaico, le cui attività comprendono sia il restauro dei mosaici antichi, la realizzazione di corsi per appassionati e la produzione di oggetti contemporanei, come specchiere e cornici.