La città è stata fondata dai romani lungo la via Emilia (Forum Livii, III-II secolo a.C.), in corrispondenza della via che portava in Toscana e del fiume Montone. Dal 1315 al 1480 fu sottoposta alla famiglia degli Ordelaffi. Questo periodo arricchì la città di palazzi nobiliari che si possono vedere passeggiando per il centro storico (Corso Garibaldi, Via P. Maroncelli). Pino III Ordelaffi realizzò la fortificazione della Rocca di Ravaldino (1480), oggi intitolata a Caterina Sforza. Poi fu il turno di Caterina Sforza, fino al 1500, quando intervenne con le armi Cesare Borgia. Questo inaugurò la lunga dominazione papale che – salvo l’intermezzo dell’occupazione napoleonica – si concluse solo con l’unità d’Italia. Durante il fascismo Forlì divenne la “città del duce”. Essa vide quindi importanti interventi di ammodernamento e divenne un centro industriale. Questo spiega la presenza di un ricco patrimonio del periodo architettonico razionalista degli anni venti e trenta. Nel centro storico, si possono ritrovare i due assi viari principali romani, che incrociandosi danno vita ai quattro corsi principali: Mazzini, Garibaldi, Diaz e della Repubblica, convergenti su Piazza A. Saffi. La piazza presenta un aspetto per lo più moderno. Qui troviamo alcuni tra gli edifici rappresentativi delle epoche cittadine: San Mercuriale (è il monumento che più rappresenta la città), la basilica dall’imponente campanile romanico (originale del 1178-80, ma il chiostro è del 1940-41), Palazzo Comunale, (risalente al XIV secolo e rimaneggiato), la Torre Civica (ricostruita nel 1976 sulle fattezze originarie del XV secolo), Palazzo del Podestà e Palazzo Albertini (entrambi del XV secolo, restaurati nel 1924-30). Il Palazzo delle poste, invece, risale al ventennio (1932), come gli edifici di Viale della Libertà e Piazzale della Vittoria, nelle vicinanze della Stazione ferroviaria. Qui si possono notare le palazzine gemelle (1933-37), il palazzo dell’ex collegio aeronautico Gil (1934-41). Degno di nota il Complesso museale del San Domenico, in centro storico. Esso è sia sede del musei civici e della Pinacoteca, sia spazio espositivo. Qui si sono tenute negli ultimi anni prestigiose mostre: Palmezzano, Silvestro Lega, G. Cagnacci, Canova, ecc. Nei pressi si trova Palazzo Romagnoli, che ospita le collezioni civiche del ‘900 e opere di importanti artisti.

Le due valli del Montone e del Bidente, sono due percorsi che sin dall’antichità hanno permesso il transito dalla zona toscana a quella padana. In epoca rinascimentale l’espansione dei domini fiorentini ha caratterizzato queste zone, con una contrapposizione fra Granducato di Toscana e Stato pontificio. Molti comuni di queste zone sono appartenute al Granducato – tanto che sono oggi identificate come “Romagna toscana”, con peculiarità architettoniche e culturali – fino al 1924 quando sono state acquisite dal comune di Forlì.
4.3.1 Un itinerario di visita percorre la valle del Montone fino al passo del Muraglione (in territorio toscano). Tocca Castrocaro Terme e Terra del sole, Rocca San Casciano, Portico di Romagna e Premilcuore o San benedetto in Alpe. 4.3.2 Un altro segue la valle del Bidente fino al lago di Ridracoli (con deviazione nella valle del Rabbi, a Predappio), con Meldola, Cusercoli, Civitella di Romagna, Galeata, Santa Sofia e infine Ridracoli.
4.3.1 La Valle del Montone
La località di Terra del sole (Bandiera arancione del Touring) fu fondata nel 1564-79 ai confini dei possedimenti del granducato da Cosimo I de’ Medici, con il nome di Eliopoli (Città del sole). E’ caratterizzata da un impianto urbanistico e militare modello, ispirato al concetto di città ideale. Il progetto è dell’architetto militare Baldassarre Lanci. Vi è rispettato il criterio leonardesco di proporzione per cui la larghezza delle strade deve essere pari all’altezza delle case. La struttura urbana è completamente conservata. Ha una pianta quadrata racchiusa da una cinta muraria. E’ divisa in quattro isolati, con al centro la piazza d’armi (oggi Piazza Garibaldi) con la Pieve ed il Palazzo Pretorio.
Castrocaro (Bandiera arancione del Touring). Poco distante da Terra del sole, Castrocaro fu contesta nel medioevo fra Chiesa e feudatari, fino a che nel 1403 fu conquistata da Firenze. Essa ne fece il capoluogo della Romagna toscana. Di questo periodo rimane il borgo medievale. La zona moderna della località sorge invece attorno alle terme, sfruttate dal 1838 e valorizzate nel ventennio fascista con edifici razionalisti.
Dovadola prende il suo nome dall’espressione “Duo vadora” (due guadi) sul fiume Montone, dove in corrispondenza di una rupe disegna una curva. Posseduto dai conti Guidi, fu fiorentina dal 1424. Sotto il granducato di toscana, al nucleo medioevale si aggiunse il borgo fiorentino, che denota l’influenza toscana. Si può infine salire alla rocca, di notevoli dimensioni.
Rocca San Casciano è cittadina di mercati e fiere, la principale della media-alta valle. Di impronta granducale, è dominata dai ruderi della rocca medioevale.
Portico e San Benedetto (Bandiera arancione del Touring). Portico di Romagna è un antico borgo di matrice medioevale. Caratteristici i vicoli del centro antico. La torre è ciò che resta del castello. Sulla piazza Traversari vi sono le storiche case Traversari e Portinari (quest’ultima proprietà della famiglia della Beatrice di Dante). Suggestive le case-torri sul fiume Montone ed il ponte a schiena d’asino.
L’alta valle del Montone comprende Premilcuore e San Benedetto in Alpe. Premilcuore (Bandiera arancione del Touring) è frequentata nel periodo estivo. Il centro storico sorge su uno sperone sul fiume. E’ caratterizzato dalle stradine in salita, cinta muraria e torri, in un contesto medioevale tra i più conservati dell’Appennino romagnolo. La porta fiorentina fa mostra di sé, con un orologio del 1593. Presente anche una pieve e storici palazzi. La località è anche uno dei punti di accesso al Parco nazionale delle foreste casentinesi, con un centro visite. In località Bocconi c’è il Ponte della Brusia, grande ponte a schiena d’asino in tre arcate. Giungendo infine a San Benedetto in Alpe, si può fare la classica escursione alla cascata dell’Acquacheta. , la cui “orrida bellezza” ispirò alcuni versi di Dante (Inferno XVI, 96-102 ).

4.3.2 La Valle del Rabbi e del Bidente
La valle del Bidente è, in epoca medioevale, un percorso dei pellegrini nordeuropei che provenivano dal Brennero. Larga e coltivata all’inizio, diventa poi più scoscesa e coperta di foreste di latifoglie. Il fiume sorge dalla confluenza di tre ramI: il Bidente di Corniolo, il Bidente di Ridracoli e il Bidente di Pietrapazza.
Meldola è di origine romana. Si trovava all’inizio dell’acquedotto (II sec.) che Traiano aveva fatto costruire per portare l’acqua a Ravenna. Contesa tra la Chiesa e le famiglie feudali nel medioevo, passò alla chiesa nel 1359. Meldola possiede ancora la Rocca (costruita da Novello Malatesta nel XV sec.), dalla struttura quasi integra. Il borgo medioevale è circondato dalle mura malatestiane. La cittadina vanta anche un ponte costruito dai veneziani (1503-1509). Imboccando una deviazione verso ovest, in direzione Predappio, si imbocca la salita della Rocca delle caminate. La rocca, edificata nel X sec. su resti romani, è stata restaurata in modo “fantasioso” nel 1927 e fu residenza estiva di Benito Mussolini. Vi si gode di un’ampia vista sulla pianura e la riviera.
Predappio e Predappio alta. L’aspetto odierno della località di Predappio è dovuto agli interventi effettuati a partire dal 1925, per celebrare la località che aveva dato i natali al Duce. Si tratta di interventi di tipo razionalista, ispirati a Piacentini. Predappio alta, invece, mantiene un carattere medioevale, con case strette affollate intorno alla rocca, opera di Giovanni d’Appia (1288), e poi ampliata dagli Ordelaffi di Forlì (1481). Una curiosità: il nome deriverebbe da Giovanni d’Appia, da cui “Petra d’Appi” e poi Predappio.
Cusercoli è di origine recente, lungo la statale. Il suo castello, invece, arroccato su uno sperone e ristrutturato nel ‘700, data al XI secolo.
Civitella di Romagna è un centro agricolo ed artigianale che fu entro lo Stato pontificio, ma al confine con il Granducato di Toscana. Il vecchio borgo, detto “il castello” è cinto da bastioni murati e si trova su un grande sperone teso verso il Bidente. In età romana fu legato alla vicina Mevaniola e in seguito all’abbazia di S. Ellero.
Galeata corrispondeva in età romana all’abitato di Mevaniola (che denuncia l’origine umbra: significa infatti “piccola Bevagna”), dipese poi dall’abbazia di S. Ellero e infine dai fiorentini (1425). Di questo passato vi sono tracce nella chiesa di S. Ellero (sorta nel V secolo, alla caduta dell’impero romano; conserva un sarcofago bizantino del VII secolo) e in località Pianetto nell’area archeologica di Mevaniola (città prima umbra, poi romana, infine distrutta dai barbari e abbandonata nel V secolo d.C.), in cui sono visibili i resti di terme, foro, teatro e cisterna dell’acquedotto. I reperti di Mevaniola si trovano presso il complesso di S. Maria dei Miracoli (forse su disegno di Francesco di Giorgio Martini), dove sorge il Museo civico “Mons. Domenico Mambrini”.
Santa Sofia porta in sé la traccia della sua storia di località di confine (tra Granducato di Toscana e Stato pontificio), perché è divisa in due: Santa Sofia e Mortano sorgono sulle opposte sponde del fiume perché un tempo appartenevano ai due stati. Due anime, una romagnola e una toscana, unite solo nel 1924. Santa Sofia è una delle località del Parco nazionale delle Foreste casentinesi, e vi si trova un centro visite.
Alta valle del Bidente. La strada prosegue verso l’abitato di Ridracoli e l’omonima diga. La diga di Ridracoli è una rimarchevole opera di ingegneria idraulica. Alta più di 100 metri, racchiude un bacino con una capacità di 33 milioni di m3. Esso alimenta sia una centrale idroelettrica, sia l’acquedotto della Romagna. Dalla diga, visitabile, si accede all’ambiente selvaggio ed incontaminato della Foresta della Lama e della Riserva integrale di Sasso Fratino, parte del Parco nazionale delle Foreste casentinesi. E’ possibile anche un’escursione in battello. Nei pressi della diga, un Idro-ecomuseo delle Acque di Ridracoli ha come tema le risorse idriche del pianeta.