Da Ravenna in direzione Bologna ci troviamo a percorrere la pianura ravennate, con le località di Russi, Bagnacavallo, Lugo, Massalombarda. E’ una zona fittamente coltivata, inframmezzata da località dedite sia ad attività agricole che industriali. A Russi merita una visita la Villa Romana. Fondata in età augustea, ristrutturata nel II secolo d.C. , rimasta e in funzione fino al IV secolo d.C. Si estende per circa 3500 mq. A Godo è visitabile il Museo dell’arredo contemporaneo. Bagnacavallo, il cui nome deriva forse da una fonte curativa, ha un centro storico ben conservato. Interessanti la Pieve di S. Pietro in Sylvis (una pieve romanica con affreschi della scuola giottesca riminese) e Piazza nuova (piazza ellittica sui cui si aprono botteghe). Bagnacavallo (in località Villanova) fu la città natale del brigante Stefano Pelloni, detto il Passatore: uno dei simboli della Romagna. A Villanova è interessante l’Ecomuseo delle erbe palustri, dove si possono vedere sia la ricostruzione del capanno del passatore, sia le produzioni (sporte, cesti, sedie, ecc.) che tra 8 e 900 costituivano una importante voce dell’economia locale. Lugo . Meritano una visita la Rocca (del 1297, fu ristrutturata nel ‘500 dagli estensi; è caratterizzata da un giardino pensile), il Pavaglione (un grande quadrilatero con corte interna e portici con botteghe, con un primo impianto del 1570 e la forma attuale risalente al 1784 e destinato ad ospitare il mercato dei bachi da seta). La Rocca ospita anche un piccolo Museo Baracca (l’asso della prima guerra mondiale era di Lugo).

Lo stereotipo caratterizza Imola come “città dei motori” e Faenza come “città delle ceramiche”. Sono entrambe collocate sulla via Emilia, ad una quindicina di km di distanza tra loro. Al di là della via Emilia, in direzione sud-est, il territorio diviene collinare avvicinandosi all’Appennino, al di là del quale c’è la Toscana. Imola ospita il celebre autodromo. Dal punto di vista amministrativo la cittadina appartiene alla città metropolitana di Bologna. Essa si sente però romagnola per ragioni storico-culturali. La città di Imola è la prima città Romagnola che incontriamo sulla via Emilia venendo da Bologna. Il confine della Romagna è storicamente individuato nel fiume Sillaro. L’interessante centro storico annovera la chiesa di S. Maria in Regola, Palazzo Tozzoni , la Rocca sforzesca (“la più rappresentativa delle fortezze romagnole”). Appena fuori città sorge l’autodromo Enzo e Dino Ferrari, famoso per i gran premi di formula 1. In un ideale percorso circolare verso la collina da Imola nelle vallate del Sellustra e del Santerno incontriamo Dozza, Borgo Tossignano, Castel del Rio. Dozza è un borgo medioevale la cui rocca ospita l’enoteca regionale dell’Emilia-Romagna. Castel del Rio annovera il Castello Alidosi e il ponte Alidosi. Qui sul Santerno c’è una spiaggia fluviale e si può praticare la canoa e il rafting.

La città di Faenza fu considerata sin dal rinascimento la città della ceramica. Fondata dai Romani alla fine del II sec. a.C., si legge ancora la pianta originaria di Faventia nell’incrocio di corso Mazzini con la trasversale via Cavour-Corso Baccarini. Corso Mazzini, che continua come Corso Saffi, è perpendicolare al fiume Lamone. Ampliatasi nel medioevo, fu comune e poi per circa due secoli sottoposta alla signoria dei Manfredi (1313-1501), con rilevanti interventi urbanistici. Durante il rinascimento furono significativi i legami con la Firenze dei Medici. Ricordiamo che Faenza dista solo un centinaio di km da Firenze, e i contatti tra le due realtà sono secolari. Nel 1509 Faenza viene acquisita dallo Stato della Chiesa, che lascerà anch’esso la sua impronta. Alla fine del ‘700 si afferma poi un’architettuta neoclassica, che esprimeva i valori dell’epoca. La ricostruzione del secondo dopoguerra ci lascia Faenza qual è oggi: frammentata tra pregevoli eredità del passato ed edifici moderni. Degni di nota: Piazza della Libertà (con la fontana di Piazza e la Torre dell’orologio), la cattedrale (in Piazza della libertà, costruita nel 1474-1511, presenta la facciata grezza, all’interno opere romagnole e toscane), piazza del popolo (con due lunghi porticati a doppio loggiato, il palazzo del Podestà e il palazzo del Municipio), il museo internazionale delle ceramiche (in via Campidori 2, nell’ex convento di S. Maglorio, documenta la produzione ceramica nella storia a Faenza, in Italia e nel mondo, con opere di Picasso, Chagall, Matisse, ecc.), palazzo Milzetti (dalle preziose decorazioni, fu edificato alla fine dell’800, ospita, in via Tonducci 15, il Museo nazionale dell’età neoclassica in Romagna), corso Mazzini (dagli interventi sette-ottocenteschi ai nn. 21, 47, 52, 54, 71, 62, 89), S. Umiltà (datata intorno al 1740, mostra su via Pascoli-S. Maria dell’Angelo linee semplici ed un elegante interno rococò). Abbiamo poi il Museo torricelliano (dedicato alla scienziato faentino Evangelista Torricelli), il Museo del risorgimento e dell’età contemporanea (con quadri, cimeli e documenti), il Museo Bendandi (in onore di Raffaele Bendandi, sismologo), la Pinacoteca comunale (opere di scuola romagnola del XIV-XIX secolo). Tra le manifestazioni celebri di Faenza si annovera il Palio del Niballo, una giostra con cavalieri e lance che data almeno al 1410. Celebri anche gli sbandieratori di Faenza. Tra le manifestazioni sportive, la 100 km del passatore, corsa podistica da Firenze a Faenza. La scuderia Minardi, attiva nella Formula1, è di Faenza.
In un percorso da Faenza verso l’appennino, lungo le vallate fluviali (del Senio, del Lamone e del Marzeno) incontriamo Castelbolognese, Riolo Terme e Casola Valsenio (valle del Senio) , Brisighella (valle del Lamone), Modigliana e Tredozio (valle del Marzeno).