In Romagna le terme non mancano. Questo territorio unisce, infatti, le fonti calde derivanti dall’attività geotermica presente negli appennini, con le caratteristiche curative della acque e dei fanghi marini. Questo conferisce all’offerta termale romagnola, una accezionale varietà. A Ravenna si trovano le Terme di Punta Marina (Lidi Ravennati nord) e le Terme di Cervia. Nell’entroterra, invece, le Terme di Brisighella e le Terme di Riolo. Nel forlivese abbiano le terme di Bertinoro-fratta, Castrocaro e Bagno di Romagna. Nel riminese le terme di Rimini e di Riccione.
Nelle terme di Punta marina, sulla spiaggia, si utilizzano acque fossili (residuo di un mare preistorico) estratte da pozzi profondi 50 metri e con una elevata concentrazione di sali minerali (acqua salsobromoiodica). Le terme di Cervia invece, incastonate nella pineta di Cervia, utilizzano le particolari qualità curative delle acque madri salsobromoiodiche dalla particolare concentrazione salina e del fango liman provenienti dalle naturale concentrazione delle acque marine nelle saline di Cervia. Le terme di Brisighella, borgo medioevale, sorgono a poca distanza dal centro, in un parco. Esse utilizzano le fonte di due sorgenti locali (le acque sulfuree dalla sorgente Colombarino e le acque salso-bromo-iodiche dalla sorgente Igea Val D’Amone), dove alimentano anche una piscina all’aperto. Le terme di Riolo utlizza invece le acque della fonte Breta, che nasce nel Parco Regionale della Vena del Gesso Romagnola, da una falda posta a 60-80 metri di profondità , caricata progressivamente di sali minerali presenti nella crosta terrestre da oltre 500 milioni di anni.
Le terme di Bertinoro-Fratta possono offrire una varietà di acque molto ampia: dalle 11 sorgenti del parco sgorgano 7 diverse acque termali con proprietà differenti. Sono acque ricche di sali minerali, ipotermali e, per la concentrazione dei sali presenti in quantità maggiore sono definite come Salse, Salsobromoiodiche, Sulfuree, Salsosulfuree, Ferruginose, Magnesiache, Arsenicali. La terme di Castrocaro dal 1850 utilizzano sia acque salsobromoiodiche e sulfuree, sia fanghi a maturazione naturale di 9 mesi. Le terme di Bagno di Romagna, le cui acque bicarbonato-alcaline e sulfuree sgorgano con una temperatura naturale alla sorgente superiore a 45°. “I geologi ritengono che la pioggia che cade nella zona del vicino Monte Comero penetri nel sottosuolo molto in profondità e riemerga dopo un lunghissimo itinerario sotterraneo riscaldandosi via via e arricchendosi di preziose sostanze naturali”.
Le terme di Rimini hanno acque Salso-bromo-iodiche-calcico magnesiache. Si tratta dell’unico stabilimento termale dell’Emilia Romagna che utilizza sia acqua di mare a fini curativi che acque termali. La terme di Riccione sono alimentate da fonti di acqua sulfurea salsobromoiodica-magnesiaca che sgorgano a due passi dal mare. Il percorso delle acque di Riccione Terme inizia sulle colline dell’entroterra riccionese. L’acqua si infiltra profondamente, e percorre nel sottosuolo un lungo tragitto fino ad incontrare le condizioni per tornare in superficie. In questo viaggio sotterraneo si arricchisce di minerali.