L’elenco dei luoghi in cui mangiare, in Romagna, è ovviamente molto lungo. Ha più senso, allora, una descrizione per tipologie: 1) Osterie e trattorie tipiche “istituzionali”, 2) Locali Slow Food; 3) Locali “stellati” (Gambero Rosso, Michelin); 4) Locali inseriti in percorsi naturalistici e o enogastronomici; 5) Stabilimenti balneari; 6) Chioschi; 7) Rosticcerie; 8) Ristoranti di pesce.
1) Vi sono, in Romagna, alcuni locali tipici – e se vogliamo storici – in cui mangiare una cucina di impronta romagnola. Si tratta, è bene precisarlo, di una cucina di terra, a volte incentrata su piadina e sangiovese. Tra questi luoghi l’enoteca Ca de bé di Ravenna, la Ca de vén di Bertinoro, la Cà de Sanzves di Predappio, La Casa delle Aie di Cervia, La trattoria Casa Zanni di Rimini, la Michiletta di Cesena. Ma è altrettanto vero che c’è una lunga serie di buone trattorie da menu tipico sparse un po’ dappertutto … a voi l’onere e il piacere di trovarle.
2) I locali slow food (o amici di slow food) costituiscono una interessante alternativa per quelli che vogliono mettersi a tavola gustando una cucina non casuale, ma attenta ai valori del territorio, con una spesa ragionevole.
3) Se siete tra i fortunati che si possono permettere un pasto – o meglio, un’esperienza gastronomica – presso un ristorante stellato, siamo felici per voi. E’ anche vero che non è necessario essere nababbi per mangiare in un locale di questo tipo, ma basta selezionare l’occasione (un compleanno, un anniversario, una giornata speciale …) ed un menu (spesso il menu degustazione permette di assaggiare una buona varietà di piatti). In questi locali prevale il desiderio non di identificare un territorio nei suoi prodotti-bandiera, ma piuttosto di vivere un’esperienza gustativa che, in un certo senso, “trasfigura”, “sublima” – almeno nei casi migliori – i valori concreti del mangiare di tutti i giorni.
4) I locali inseriti in percorsi naturalistici ed enogastromici caratterizzano soprattutto l’entroterra, e in particolare le strade dei vini e dei sapori, ad esempio le strade del Sangiovese, il vino simbolo di questa terra. Oppure i percorsi nelle vallate dell’entroterra, o le aree naturalistiche del Parco delle foreste casentinesi e del Parco del delta del Po.
5) Anche gli stabilimenti balneari, per coloro che non sono pratici della Romagna, possono sembrare una presenza assai singolare in un elenco gastronomico. Tuttavia moltissimi stabilimenti balneari sono dotati di cucina e vi si puo’ assaggiare una buona cucina tipica e di pesce. Alcuni stabilimenti, poi assomigliano a veri e propri ristoranti.
6) L’inserimento dei chioschi in questo elenco può sembrare curioso, ma non lo è. I chioschi in Romagna sono soprattutto chioschi di piadina. I chioschi sorgono un po’ dappertutto. Le piadine possono essere ordinate con infinite farciture e sono una alternativa veloce e tutto sommato economica per coloro che vogliano mangiare senza doversi mettere proprio a tavola. La piadina classica è quella con il prosciutto o con lo squaquerone. Il crescione classico (una piadina ripiegata a mò di calzone) è quello con le erbette. Ma le varianti possibili sono oggi davvero molte, un centinaio.
7) Nello stesso filone del “cibo veloce” rientrano anche le rosticcerie e le gastronomie. Sono numerose sulla costa, anche perché gli appartamenti – in affitto o in proprietà – sono numerosissimi e … non tutti hanno voglia di cucinare in vacanza. Dunque, quando non si voglia optare per le piadine, la rosticceria costituisce un’alternativa spesso di buona o ottima qualità. Inutile dire che i piatti tipici delle rosticcerie gastronomie della riviera sono quelli tipici romagnoli, con una predilezione per i primi ed i piatti di pesce, ma non solo.
8) Infine, i ristoranti di pesce. Costituiscono la tipologia più tradizionale della ristorazione locale. Quelli nei quali si andava … e si va, a fare una “mangiata” di pesce. Il menu tipico completo prevede gli antipasti freddi e caldi (comprese le lumachine!), il fritto, la grigliata, il primo di pasta fatta in casa, vino bianco fermo o frizzante. La moda contemporanea prevede anche l’inserimento del crudo.