La strada della Romagna riunisce in sé in realtà tre percorsi: 1) la Via del sale, 2) la Via delle pievi e 3) la Strada del sangiovese. 1) La via del sale ha come suo centro Cervia con le sue saline e si snoda in direzione sud-nord (o viceversa), nell’ambito del Parco del delta del Po. Il suo prodotto distintivo è il Sale di Cervia (Presidio Slow food), dalle peculiari caratteristiche organolettiche. 2) La Via delle pievi parte alla scoperta delle pievi che punteggiano la pianura nell’entroterra di Ravenna (verso Lugo, Faenza, Bagnacavallo e verso Cervia), come occasione di scoperta dei prodotti e dei sapori del territorio. “La pianura ravennate, dalla Via Emilia fino a Ravenna e al mare, è terra di Pievi Romaniche. Terre appartenenti a Bisanzio fino alla conquista dei Longobardi nell’anno 751, documentano ancora il radicamento del cristianesimo originario con la loro architettura e la loro storia”. 3) La via del Sangiovese di snoda lungo alcune tra le più vocate località collinari di produzione di questo vino: Faenza, Brisighella, Riolo terme, Castelbolognese.
Il sale della Salina di Cervia è un sale marino integrale tradizionale. Non è essiccato artificialmente, non presenta additivi e non è raffinato. Contiene così tutti gli oligoelementi proprio acqua di mare, come lo iodio, lo zinco, il rame, il manganese, il ferro, il magnesio e il potassio. Ma è anche un sale cosiddetto dolce per una limitata presenza di elementi amari. I prodotti tipici del territorio sono numerosi. I mieli sono sia di collina che di pianura: abbiamo i mieli del territorio appenninico (es. millefiori, acacia, castagno), il miele di erba medica di pianura e il miele di tiglio. Le carni vanno da quelle suine della pregiata mora romagnola, a quelle ovine di agnello e castrato, a quelle dei bovini di razza romagnola. Una particolarità è costituita dai ranocchi, tipici della zona più prossima alle valli come Conselice.
Nel campo degli oli, l’olio extra vergine di oliva di Brisighella (DOP) occupa una posizione di tutto rispetto e deriva da varietà locali. Le verdure presentano vere e proprie prelibatezze: lo scalogno di Romagna (centro: Riolo Terme), Il carciofo moretto (centro: Brisighella). La pesca è una bandiera del’agricoltura romagnola di pianura (Pesca di Romagna IGP e Nettarina IGP) a cui si aggiunge la pera di romagna IGP. Il territorio collinare-montuoso regala invece eccellenti castagne: i marroni di Casola Valsenio.
I vini sono contraddistinti dalle produzioni della DOC Romagna: Sangiovese, Cagnina, Albana, Trebbiano e Pagadebit, Pignoletto, dalle DOC Colli di Faenza nonché dagli autoctoni bianchi Centesimino e Famoso. Rossi autoctoni sono il Burson e il Centesimino. Ovviamente il re dei vini romagnoli è il sangiovese, che nelle seguenti sottozone: Brisighella, Marzeno, Oriolo, Serra.