CERVIA. Questa volta l’anello non è stato ripescato, e come si usa dire in questo casi, se lo è tenuto il mare. Ma lo Sposalizio si considera comunque avvenuto.

È l’epilogo della 574esima edizione della kermesse storica, culminata nella giornata di ieri con il tradizionale lancio dell’anello per mano dell’arcivescovo Lorenzo Ghizzoni, sulla barca insieme, fra gli altri, al sindaco di Cervia Luca Coffari e all’assessore alla cultura di Monaco di Baviera, città ospite di questa edizione, Julia Schönfeld-Knor.

Circa 50 gli sfidanti che si sono fronteggiati per recuperare l’anello, all’interno del porto e non in mare aperto, dal momento che le condizioni di acque agitate non lo permettevano. Tre le squadre: Pescheria Lucchi, Circolo nautico e Circolo del Canalino.

Marco Benzi, 25 anni, impiegato, era riuscito a prendere l’anello quasi subito; dopo averlo afferrato e nascosto, protetto dai compagni, era riuscito a guadagnare a rapide bracciate il bordo del battello d’appoggio e a salire a bordo. Ma una volta sul natante è arrivata l’amara sorpresa: frugando nelle tasche della muta, l’anello non si trovava più, scivolato via senza che se ne fosse accorto mentre nuotava verso il battello o vi si issava.

Alla sua decima partecipazione, avrebbe voluto rendere omaggio, nel giorno della festa della mamma, all’illustre madre, Silvia Lucchi, che era riuscita nell’impresa nel 1988, unica donna a ripescare l’anello nella storia della manifestazione, ed era sicuro di avercela fatta.

E anche questa volta, fra la cinquantina di sfidanti, c’era anche una donna.

L’ultima volta che l’anello è rimasto al mare risale all’edizione del 2010.

«La festa c’è lo stesso – ha cercato di sdrammatizzare il sindaco Luca Coffari, per stemperare la delusione –. Quella di oggi non è una bella giornata, perché siamo rattristati da un lutto; ma dobbiamo guardare, al futuro, alle opere, al turismo, come avrebbe voluto Terenzio Medri».

A concludere la giornata, la rustida al circolo “La Pantofla” e la Cuccagna sull’acqua. m.p.